
Due gru senza cuspide TLX della FMgru, modelli 1345 e 1350, stanno lavorando a Venezia per il restauro ed il recupero del complesso demaniale di Punta della Dogana, nel Bacino di San Marco, dove nel Giugno del 2009 verrà inaugurato il nuovo Centro d'Arte Contemporanea.
La rara, vitaminica collaborazione tra Stato, Comune e privati ha dato avvio al progetto di restauro e recupero del compendio demaniale Punta della Dogana, a Venezia. Già intervenuto in città, con la riqualificazione di Palazzo Grassi, Tadao Ando ha firmato anche il progetto di recupero di Punta della Dogana, per tramutarlo in uno dei luoghi di riferimento per l'arte contemporanea in ambito nazionale e internazionale.
“Qui come in altri spazi della città - penso soprattutto all'Arsenale - si gioca una scommessa del tutto nuova per l'urbanistica italiana: far sì che sia il massimo dell'innovazione, non il vincolo o la riduzione a museo, ad assicurare il massimo della conservazione. È così che Venezia gioca il suo futuro”, ed è così che Massimo Cacciari, Sindaco di Venezia, commenta il recupero di Punta della Dogana.
La gestione dei delicati interventi pensati per riconvertire gli storici spazi nel nuovo Centro d'Arte Contemporanea che ospiterà le opere della collezione Pinault, è stata affidata, in qualità di general contractor, a Dottor Group. Stabilmente valido e prezioso l'apporto in cantiere di due gru topless della FMgru, di proprietà della Dottor Group: una 1345 TLX e una 1350 TLX.
Graziano Ziliani, del Servizio assistenza di FM Gru, ha una competenza celebrata nel settore del montaggio delle gru a cui associa una straordinaria capacità descrittiva delle operazioni di cantiere:
“La particolarità di questo cantiere è di essere vicino all'acqua (condizione, d'altronde, quasi inevitabile in Venezia!), e da ciò deriva una serie di significative unicità logistiche. Al contrario degli ordinari cantieri, in questo manca lo spazio fisico per eseguire le operazioni di montaggio di queste gru. L'installazione della gru topless 1350 TLX è stata più difficoltosa rispetto a quella della 1345, perché davvero mancava del tutto uno spazio a terra”.
In effetti, non manca di lasciare sorpresi già pensare semplicemente alla complessità di montare il braccio della 1350, di 50 metri di lunghezza: si è reso indispensabile assemblarlo su una chiatta, tenendo conto delle difficoltà prodotte dalle oscillazioni della stessa. Si è dovuti uscire in sbalzo con il braccio, con i conseguenti problemi di ingombro per la navigazione. Il tutto è durato due giorni, con due montatori.
Di maggior semplicità, invece, il montaggio della 1345, poichè si disponeva di uno spazio, per quanto angusto, a terra. E, come non bastasse, per il montaggio di entrambe le gru ci si è serviti di un'autogru, anch'essa montata su una chiatta.
Dallo scarico dei camion, a Mestre, al posizionamento dei componenti delle gru sulle chiatte: tutto il materiale è stato disposto secondo un ordine sequenziale per il montaggio, perché in cantiere non si disponeva dello spazio necessario per movimentarlo. In sostanza, la sequenza della disposizione dei materiali sulle chiatte è stata preordinata a terra. A coronamento di una reale complessità d'azione, si è dovuto decidere il luogo più adatto per “allogare” la chiatta, giacché l'autogru potesse lavorare in portata e non interferisse col traffico marittimo.
Il complesso, che si affaccia sul Bacino di San Marco, è costituito da un lotto triangolare occupato da una schiera di magazzini che si concludono con il torricino della “Bala d'oro”. Le prime costruzioni risalgono al XIII secolo, quando il terreno fu destinato dal Doge Raniero Zen a frati che vi edificarono un monastero, diverse case e i magazzini (affittati successivamente alla Repubblica che li utilizzò come depositi di sale).
Nel 1414, i magazzini furono poi trasformati nella “Dogana da Mar”. Nel XVII secolo il Senato, durante l'edificazione della chiesa della Salute, decise di intervenire su Punta della Dogana per armonizzarne l'architettura al nuovo contesto.
Le gru senza cuspide TLX sono agevolmente trasportabili su autocarro, su trailer o in container, poiché rimangono in sagoma stradale. Tutti i pezzi sono divisibili in sezioni di lunghezza inferiore a 6 m e di peso ridotto, per agevolare il trasporto in cantieri di difficile accesso.
La serie TLX fa registrare una riduzione di circa il 20% dei tempi di montaggio rispetto alla precedente serie CTY. Anche le funi di guardia sul braccio e sulla controfreccia sono montate in stabilimento per velocizzare le operazioni di montaggio.
L'impianto elettrico delle gru FM è assemblato con componenti di primari costruttori a livello mondiale ed è collaudato rigorosamente per ogni gru prodotta. Le operazioni di montaggio sono facilitate anche dall'impiego di serie di connettori a innesto rapido.
Le gru sono equipaggiate con cella di carico in categoria di sicurezza 3. Tutte le pulegge delle gru FM sono realizzate in materiale plastico ad alta resistenza. Il braccio è dotato di un cavo di sicurezza per lo smontaggio.
L'organo di sollevamento è posizionato sul braccio in modo da effettuare a terra il giro della fune. L'argano del carrello è dotato di arresto di emergenza per consentire l'esecuzione, in totale sicurezza, di tutte le operazioni di manutenzione.